Un esempio di review scritta da Alessandro Mallamaci

Foto recensita da Alessandro Mallamaci

Gran bella luce! La scelta di utilizzare una finestra come fonte luminosa si rivela sempre vincente.

Il primo dubbio su questa fotografia riguarda il suo soggetto. Avere in mente in maniera chiara quale sia il soggetto della nostra fotografia è estremamente importante. Il passaggio successivo, come dico spesso ai miei studenti dei corsi base, è che il soggetto sia a fuoco e in luce. Spesso le fotografie più interessanti sono quelle in cui queste regole vengono infrante, tuttavia credo sia meglio iniziare a porsi degli obiettivi semplici, cercando di progredire in maniera graduale e quindi conoscere bene le regole della percezione visiva prima di andare oltre. Sia la gestione della luce che la composizione in generale non sono fini a loro stesse, bensì utili a guidare l’occhio di chi guarderà la nostra fotografia. La prima cosa da imparare dunque è gestirle al meglio per avere la migliore percezione visiva e quindi fruizione dell’immagine.

In questo caso la luce da destra porta l’osservatore a guardare verso la parte della foto sulla sinistra, che però è troppo scura. Gli oggetti sulla destra, che sono vicino alla finestra, sono illuminati correttamente. Dunque il problema non è legato all’esposizione della foto, che è corretta (non mi addentro in questa sede nella diatriba se sia meglio esporre a destra o a sinistra dell’istogramma, quindi se esporre per le luci o per le ombre, anche perché ogni sensore ha un comportamento differente e un buon fotografo compie autonomamente queste scelte in funzione di una conoscenza approfondita dei propri mezzi e del risultato che ha in mente). Un consiglio sensato potrebbe essere quello di schiarire localmente la parte superiore del letto e gli oggetti appoggiati su di esso, in fase di post-produzione. Ricordiamoci che la post-produzione è da sempre parte del processo fotografico, infatti anche usando la pellicola possiamo modificare il contrasto della nostra immagine, oltre a schiarire alcune zone, ad esempio. Dunque agire in tal senso non rappresenta assolutamente un tradimento della nostra fotografia! La cosa importante è che le modifiche effettuate portino un miglioramento della fruizione della nostra immagine e, possibilmente, il fotografo dovrà averle in mente al momento dello scatto. In questo modo la fase di post-produzione durerà non più di due o tre minuti.

Anche l’idea di riquadrare una foto non è necessariamente sbagliata, anzi. La storia della fotografia ci insegna che alcuni fotografi come il francese André Kertész riquadravano il fotogramma senza timore alcuno e in certi casi addirittura in maniera estrema (ho in mente in particolare la sua foto dal titolo “Elizabeth and Me, Paris 1931”). Anche Herb Ritts che solitamente componeva in maniera molto precisa le sue fotografie, quando ne ha avuto la necessità, ha scelto di usare una porzione molto piccola del suo fotogramma. Mi riferisco in questo caso alla sua fotografia dal titolo “Tatjana Veiled Head, Tight View, Joshua Tree, 1988”.

Nella tua fotografia io toglierei un po’ di nero sulla parte destra. Da un certo punto di vista, usare una quinta in fotografia è consigliato perché è una tecnica che serve a restringere il campo di attenzione, quindi, tornando al discorso di prima, dare la massima leggibilità al nostro soggetto, fare in modo che l’attenzione di chi guarderà la nostra foto, finisca esattamente su di esso. Se però la nostra quinta occupa troppo spazio all’interno del fotogramma si rischia di ottenere l’effetto contrario, di non dare sufficiente ritmo alla composizione. Se pensassimo ad un discorso e paragonassimo una quinta o una parte scura di un’immagine a un momento di pausa, ci renderemmo conto di come un attimo di silenzio possa creare una tensione e quindi aumentare l’attenzione dell’ascoltatore. Una pausa troppo lunga però rischierebbe di farci ottenere l’effetto contrario, quindi un calo d’attenzione. Credo che in fotografia (e anche in musica!) funzioni allo stesso modo.

Certo il nostro obiettivo deve sempre essere quello di ottenere la migliore ripresa possibile, quindi tutti questi ragionamenti dovranno portarci a migliorare sempre di più in fase di scatto, fino a lavorare le fotografie il meno possibile in fase di post-produzione.

Alessandro Mallamaci

Alessandro Mallamaci

Tiene regolarmente corsi e workshop intensivi di fotografia e post-produzione.

Finalista a Portfolio Italia nel 2015, nello stesso anno espone al SiFest Off. Ha al suo attivo pubblicazioni, mostre e collaborazioni con quotidiani e riviste.

Esperto di post-produzione e stampa ...


Vedi altri esempi

Foto recensita da Nicola Bernardi

Nicola Bernardi

Partiamo dal presupposto che questo è un ritratto interessante e che la foto colpisce immediatamente non appena aperta.

Buona la composizione, ha ... Continua a leggere

Foto recensita da Riccardo Improta

Riccardo Improta

Immagine molto interessante questa che mi invii per la review.

Partiamo subito dall'aspetto più discriminante nella valutazione di una ... Continua a leggere

Foto recensita da Andrea Boccalini

Andrea Boccalini

L'immagine ha indubbiamente una luce ben curata che ben sottolinea l'atmosfera di inquietudine che attraversa tutta l'immagine. Quindi le scelte del ... Continua a leggere

Foto recensita da Marc De Tollenaere

Marc De Tollenaere

L'immagine è abbastanza ben composta, in modo da interessare l'occhio di chi guarda, soffermandosi su varie aree della stessa.

La differenza di ... Continua a leggere

info
Questa è una review di esempio scritta da uno dei profesionisti di ReviewMyPhoto. Le tue foto non verranno rese pubbliche e rimarranno di tua proprietà.